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Milan-Udinese 2001-2002 (2-3)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
20ª Giornata Domenica 27 Gennaio 2002
ore 15:00 Stadio “Giuseppe Meazza” Milano

MILAN

  • Allenatore:Carlo ANCELOTTI
  • Titolari:18 Christian ABBIATI (P), 2 Thomas HELVEG, 16 Jose CHAMOT, 5 Alessandro COSTACURTA (uscito 73′), 13 Kakha KALADZE, 22 Cosmin CONTRA (uscito 69′), 4 Demetrio ALBERTINI, 15 Massimo DONATI, 27 Claudio SERGINHO, 7 Andriy SHEVCHENKO, 14 Romero JOSÉ MARI (uscito 46′)
  • A Disposizione:1 Sebastiano ROSSI (P), 24 Martin LAURSEN (entrato 73′), 21 Andrea PIRLO (entrato 69′), 32 Cristian BROCCHI, 34 Davala UMIT, 19 Valera JAVI MORENO (entrato 46′), 69 Marco SIMONE

UDINESE

  • Allenatore:Gianpiero VENTURA
  • Titolari:1 Luigi TURCI (P), 6 Mohammed GARGO, 5 Andrea SOTTIL, 3 Thomas MANFREDINI (uscito 27′), 30 Gonzalo MARTINEZ, 13 Giampiero PINZI (uscito 70′), 14 David PIZARRO, 8 Luis HELGUERA, 26 Mirko PIERI, 11 Roberto MUZZI, 90 David DI MICHELE (uscito 73′)
  • A Disposizione:21 Morgan DE SANCTIS (P), 27 Samuel CABALLERO, 10 Martin JORGENSEN (entrato 70′), 19 Gennaro SCARLATO (entrato 27′), 34 Sergio ALMIRON, 55 Alves MARCOS PAULO, 31 Vincenzo IAQUINTA (entrato 73′)
  • Arbitro:Non specificato |Risultato:MILAN 2-3 UDINESE
  • Marcatori:6′ Andriy Shevchenko rig. (M), 14′ Claudio Serginho (M), 34′ Roberto Muzzi (U), 53′ Gennaro Scarlato (U), 78′ Martin Jorgensen (U)
  • Note:Al 45+2′ Luigi Turci (U) para un calcio di rigore a Andriy Shevchenko (M).

Milan-Udinese 2-3: clamorosa rimonta friulana a San Siro, rossoneri travolti dopo il doppio vantaggio

La squadra di Ancelotti crolla davanti al proprio pubblico: Shevchenko e Serginho illudono il Milan, poi Muzzi, Scarlato e Jorgensen firmano una vittoria straordinaria per l’Udinese

Milan-Udinese 2-3: una domenica da dimenticare per i rossoneri

Quella che sembrava una partita destinata a trasformarsi in una festa per il Milan si è conclusa con una delle sconfitte più amare della stagione. A San Siro, contro l’Udinese, la formazione di Carlo Ancelotti passa rapidamente sul 2-0, ma si lascia rimontare fino al clamoroso 2-3 finale. Una giornata da dimenticare per i rossoneri, incapaci di gestire il vantaggio e finiti sotto i fischi e la contestazione dei propri tifosi.

Il risultato racconta una partita dai due volti, nella quale il Milan ha mostrato inizialmente tutta la propria superiorità, salvo poi perdere completamente sicurezza, organizzazione e lucidità. Dall’altra parte, l’Udinese di Gianfranco Ventura ha avuto il merito di non arrendersi, trovando nella reazione e nella determinazione le armi per costruire una rimonta memorabile.

Shevchenko e Serginho: il Milan parte fortissimo

L’avvio della squadra di Ancelotti sembra promettere una giornata tranquilla. Il Milan aggredisce gli avversari, recupera palloni e mette immediatamente in difficoltà la retroguardia friulana.

Al 6′ arriva il vantaggio rossonero: Andriy Shevchenko si procura un calcio di rigore e lo trasforma, tornando al gol dopo un periodo senza particolari soddisfazioni sotto porta.

Il Milan continua a spingere e al 14′ trova anche il raddoppio. È Serginho a lasciare il segno con una conclusione potente e precisa, che termina direttamente all’incrocio dei pali. Il 2-0 sembra mettere la partita sui binari desiderati dai padroni di casa.

La squadra rossonera appare padrona del campo, mentre l’Udinese fatica a trovare le contromisure. Il pressing milanista funziona, Albertini dirige il gioco e le occasioni non mancano. Tutto lascia pensare a una possibile goleada.

Muzzi riapre la partita, Shevchenko fallisce il rigore del possibile 3-1

Quando il Milan sembra avere ormai il controllo della gara, l’Udinese comincia lentamente a prendere coraggio. I friulani capiscono che la partita è ancora aperta e iniziano a cercare con maggiore convinzione la porta di Abbiati.

Al 34′ arriva il gol che cambia l’inerzia dell’incontro. Roberto Muzzi trova lo spazio giusto dopo uno scambio con Di Michele e batte il portiere milanista, riportando l’Udinese in partita.

Il Milan accusa il colpo, ma ha immediatamente l’occasione per ristabilire le distanze. Shevchenko conquista un altro calcio di rigore, questa volta per un intervento irregolare di Scarlato. L’attaccante ucraino si presenta sul dischetto, ma il suo tentativo viene respinto dal portiere friulano.

È un errore pesantissimo. Invece di andare al riposo con due gol di vantaggio, il Milan lascia all’Udinese la convinzione di poter completare la rimonta.

Scarlato firma il pareggio, Jorgensen completa il capolavoro friulano

Nella ripresa la partita cambia completamente volto. L’Udinese prende fiducia e comincia a giocare con maggiore personalità, mentre il Milan perde progressivamente le proprie certezze.

Al 53′ arriva il meritato pareggio. Sugli sviluppi di una bella azione costruita da Pizarro e Pinzi, il pallone arriva a Gennaro Scarlato, che si inserisce e trova la deviazione vincente di testa in tuffo. Abbiati è battuto: è 2-2.

San Siro comincia a rumoreggiare. Ancelotti prova a modificare l’assetto della squadra, inserendo Pirlo per Contra, ma la manovra rossonera non riesce a ritrovare fluidità. Il centrocampo fatica a costruire gioco e l’Udinese continua a sfruttare gli spazi concessi dagli avversari.

La squadra di Ventura sente che l’impresa è possibile e non rinuncia ad attaccare. Al 78′ arriva il colpo decisivo: Muzzi calcia una punizione che si stampa sulla traversa, sulla ribattuta si avventa Martin Jorgensen, che trova la rete del definitivo 2-3 anche grazie a una deviazione di Helveg.

È il gol che completa una rimonta straordinaria. L’Udinese passa da una situazione di grande difficoltà a una vittoria che vale molto più dei tre punti.

Milan, fischi e contestazione: la Champions League diventa più complicata

Al fischio finale esplode la delusione del pubblico milanista. I tifosi non risparmiano critiche alla squadra, contestando una prestazione difficile da spiegare, soprattutto dopo un avvio che aveva fatto immaginare tutt’altro epilogo.

Sugli spalti si sentono invocazioni per il ritorno di Fatih Terim, paragoni poco lusinghieri con il Milan di altre stagioni e contestazioni rivolte anche ai singoli giocatori. Nel mirino finisce soprattutto Shevchenko, protagonista in negativo con il rigore fallito dopo aver trasformato quello iniziale.

Per Ancelotti è una sconfitta che lascia interrogativi importanti. Le assenze di giocatori del calibro di Maldini, Rui Costa, Inzaghi e Ambrosini rappresentano certamente un problema, ma non possono giustificare un crollo di queste proporzioni.

Il quarto posto, obiettivo fondamentale per conquistare la qualificazione alla Champions League, rimane ancora alla portata del Milan, ma la prestazione contro l’Udinese evidenzia limiti e fragilità che non possono essere ignorati.

Per la formazione friulana, invece, è una domenica da ricordare. La seconda vittoria in trasferta dell’era Ventura arriva attraverso una rimonta di carattere, qualità e coraggio. Un successo costruito senza paura, sfruttando ogni difficoltà di un Milan irriconoscibile.

A San Siro finisce 2-3: il Milan si ferma, l’Udinese festeggia una vittoria pesantissima.

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