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Fiorentina-Lazio 1999-2000 (3-3)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
30ª Giornata Sabato 15 Aprile 2000
ore 15:00 Stadio “Artemio Franchi” Firenze

Fiorentina:Toldo Francesco, Pierini Alessandro, Repka Tomáš, Padalino Pasquale, Torricelli Moreno, Heinrich Jörg (Tarozzi Andrea 1′ st), Rui Costa Manuel (Rossitto Fabio 26′ st), Di Livio Angelo (Amoroso Christian 28′ st), Chiesa Enrico, Batistuta Gabriel Omar, Mijatovic Predrag. Panchina: Taglialatela Giuseppe, Tarozzi Andrea, Firicano Aldo, Okon Paul Michael, Amoroso Christian, Rossitto Fabio, Balbo Abel. Allenatore: Trapattoni Giovanni. Età media: 28,72.

Lazio:Ballotta Marco, Couto Fernando Manuel, Pancaro Giuseppe, Negro Paolo, Mihajlovic Sinisa, Veron Juan Sebastian (Ravanelli Fabrizio 33′ st), Nedved Pavel, Almeyda Matias, Lombardo Attilio (Sergio Conceicao Paulo 12′ st), Boksic Alen, Salas Jose Marcelo (Mancini Roberto 22′ st). Panchina: Marchegiani Luca, Nesta Alessandro, Gottardi Guerino, Sergio Conceicao Paulo, Simeone Diego Pablo, Ravanelli Fabrizio, Mancini Roberto. Allenatore: Eriksson Sven Goran. Età media: 29,61.

Marcatori:24′ pt Batistuta (Fiorentina), 27′ pt Nedved (Lazio), 30′ pt Boksic (Lazio), 9′ st Chiesa (Fiorentina), 44′ st Mihajlovic (rig., Lazio), 46′ st Batistuta (Fiorentina).

Rigori falliti:40′ st Mihajlovic (Lazio, parato).

Espulsioni:nessuna.

BATISTUTA GELA LA LAZIO AL 92’ — 3-3 DA INFARTO CHE SA DI SCUDETTO PERSO


Una giornata folle a Firenze

Allo stadio Franchi va in scena una delle partite più incredibili della stagione:Fiorentina e Lazio chiudono sul 3-3al termine di una sfida carica di emozioni, ribaltamenti e colpi di scena. Un pareggio che pesa come una sconfitta per i biancocelesti, frenati ancora una volta nella corsa al titolo, proprio come accaduto l’anno precedente.

In un pomeriggio primaverile, su un terreno perfetto e davanti a oltre 37 mila spettatori (con una massiccia presenza laziale), la squadra di Sven-Göran Eriksson domina a lungo ma paga a caro prezzo le occasioni sprecate. La Fiorentina, invece, si aggrappa al cuore e al suo simbolo: Gabriel Batistuta.


Lazio dominante, ma è la Fiorentina a colpire

L’avvio è tutto di marca laziale. I biancocelesti prendono il controllo del centrocampo e schiacciano i viola nella propria metà campo. La manovra è fluida, intensa, ma manca la stoccata decisiva.

E come spesso accade nel calcio, al primo vero affondo passa la Fiorentina: al 25’ Enrico Chiesa mette un cross perfetto e Batistuta, lasciato incredibilmente solo, colpisce di testa battendo Ballotta.


Reazione da grande squadra: sorpasso Lazio

La risposta della Lazio è immediata e rabbiosa. Due minuti dopo, Pavel Nedved pareggia i conti con una conclusione precisa su assist di Negro. La squadra di Eriksson prende fiducia e continua a spingere.

Al 31’ arriva il meritato sorpasso: punizione di Sinisa Mihajlovic e incornata vincente di Alen Boksic. È 2-1 Lazio e la partita sembra indirizzata. I biancocelesti dominano e sfiorano più volte il terzo gol, ma senza concretizzare.


Chiesa riapre tutto: la Fiorentina non muore mai

Nella ripresa, quando la Lazio sembra avere tutto sotto controllo, arriva il colpo inatteso. Al 54’ una splendida azione in contropiede libera Chiesa, che da pochi passi non sbaglia: 2-2.

La gara cambia nuovamente volto. La Lazio continua a creare, ma sbatte contro un super Francesco Toldo e contro la propria imprecisione sotto porta.


Dramma nel finale: rigori, errori e destino crudele

Il finale è semplicemente folle.

All’82’ l’arbitro assegna un rigore alla Lazio per fallo su Nedved. Sul dischetto va Mihajlovic, ma Toldo compie un miracolo, aiutato anche dal palo.

Sembra il segnale di una beffa imminente, ma cinque minuti dopo arriva un nuovo penalty per i biancocelesti. Stavolta Mihajlovic non sbaglia: 3-2 all’89’.

La Lazio è a un passo da una vittoria fondamentale per lo Scudetto.


Il 92’ che cambia tutto: Batistuta eterno

Quando ormai tutto sembra deciso, al secondo minuto di recupero succede l’impensabile. Su calcio di punizione, Batistuta trova il varco giusto e trafigge ancora Ballotta.

È il 3-3. È il gol che fa esplodere il Franchi e spegne i sogni della Lazio.


Numeri e rimpianti: dominio sterile

I numeri raccontano una partita a senso unico sotto molti aspetti:

  • Angoli:14-0 per la Lazio
  • Tiri: netta superiorità biancoceleste
  • Occasioni: numerose, ma mal sfruttate

Eppure il risultato premia la Fiorentina. La squadra di Giovanni Trapattoni, pur soffrendo a lungo, dimostra carattere e cinismo.


Salas simbolo di una serata amara

Tra i protagonisti negativi della serata c’è Marcelo Salas, incapace di concretizzare le tante occasioni create. Senza il killer instinct sotto porta, la Lazio paga dazio.

L’assenza di un finalizzatore decisivo pesa enormemente, soprattutto in una gara dove la superiorità tecnica e territoriale è evidente.


Scudetto che si allontana

Questo pareggio ha il sapore di una resa. La Lazio manca l’aggancio in vetta e permette alla Juventus di restare avanti.

Un’occasione sprecata, forse decisiva. Ancora una volta Firenze si rivela fatale per i sogni tricolori biancocelesti.


Conclusione: cuore viola, rimpianti biancocelesti

La Fiorentina esce tra gli applausi, trascinata dall’orgoglio e dal suo campione simbolo. La Lazio, invece, deve fare i conti con l’ennesima occasione buttata.

Una partita spettacolare, ricca di emozioni e colpi di scena, ma che lascia verdetti opposti: gioia e orgoglio da una parte, rimpianto e amarezza dall’altra.

E nel silenzio finale dei tifosi laziali, resta un’unica certezza:
certe partite non si dimenticano. Ma fanno male.

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