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Milan-Brescia 2001-2002 (0-0)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
18ª Giornata Domenica 13 Gennaio 2002
ore 15:00 Stadio “Giuseppe Meazza” Milano

MILAN

  • Allenatore:Carlo ANCELOTTI
  • Titolari:18 Christian ABBIATI (P), 22 Cosmin CONTRA, 16 Jose CHAMOT, 5 Alessandro COSTACURTA, 13 Kakha KALADZE, 14 Romero JOSÉ MARI, 4 Demetrio ALBERTINI, 8 Gennaro GATTUSO, 21 Andrea PIRLO (uscito 46′), 69 Marco SIMONE (uscito 46′), 7 Andriy SHEVCHENKO
  • A Disposizione:1 Sebastiano ROSSI (P), 24 Martin LAURSEN, 25 José ROQUE JUNIOR, 15 Massimo DONATI, 27 Claudio SERGINHO (entrato 46′), 32 Cristian BROCCHI, 19 Valera JAVI MORENO (entrato 46′)

BRESCIA

  • Allenatore:Carlo MAZZONE
  • Titolari:1 Luca CASTELLAZZI (P), 19 Markus SCHOPP, 4 Fabio PETRUZZI, 5 Alessandro CALORI, 24 Amedeo MANGONE, 20 Andrea SUSSI, 18 Antonio FILIPPINI, 15 Andres YLLANA, 8 Federico GIUNTI (uscito 84′), 17 Emanuele FILIPPINI (uscito 90′), 9 Luca TONI
  • A Disposizione:12 Pavel SRNICEK (P), 13 Vittorio MERO (entrato 90′), 14 Dario DAINELLI, 22 Roberto GUANA (entrato 84′), 11 Igli TARE, 25 Mario SALGADO
  • Arbitro:Gennaro BORRIELLO di Mantova |Risultato:MILAN 0-0 BRESCIA
  • Marcatori:Nessuno

Milan-Brescia 0-0: Mazzone ferma Ancelotti a San Siro e frena le ambizioni rossonere

Serie A 2001-2002: il Brescia strappa un pareggio prezioso al Milan

Il Milan cercava una vittoria per rilanciare le proprie ambizioni in campionato, ma a San Siro si è trovato davanti un Brescia organizzato, combattivo e capace di mettere in difficoltà i rossoneri per tutta la partita. La sfida tra Carlo Ancelotti e Carlo Mazzone, due allenatori che si erano già incrociati in passato in momenti importanti della loro carriera, si è chiusa sullo 0-0. Un risultato che ha lasciato l’amaro in bocca ai padroni di casa e ha premiato la personalità della formazione lombarda.

Alla vigilia, pochi avrebbero immaginato un Brescia così intraprendente. Il Milan, forte delle proprie ambizioni e della qualità della rosa, partiva con i favori del pronostico. Eppure, ancora una volta, la squadra di Mazzone ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di recitare la parte della vittima predestinata.

Milan timido, il Brescia prende coraggio

La formazione rossonera si è presentata con il 4-4-2, affidando a Shevchenko e Simone il compito di guidare l’attacco. Il Brescia ha risposto con un 3-5-1-1, un sistema pensato per proteggere la difesa e sfruttare la vivacità dei centrocampisti nelle ripartenze.

L’avvio del Milan non è stato particolarmente convincente. Al 5′ Shevchenko ha provato a rompere l’equilibrio con una conclusione che Castellazzi ha bloccato a terra senza concedere nulla. È rimasta, però, una delle poche iniziative davvero pericolose dei rossoneri nella prima parte della gara.

Il Brescia, al contrario, ha trovato rapidamente le misure. I fratelli Filippini hanno dato ritmo e intensità alla manovra, lavorando senza sosta sia in fase di contenimento sia quando c’era da accompagnare l’azione offensiva. Accanto a loro, Schopp si è mosso con intraprendenza, dimostrando personalità e buona qualità tecnica.

Il Milan ha faticato a costruire occasioni pulite. Il centrocampo non è riuscito a dare continuità alla manovra e gli attaccanti sono rimasti spesso isolati, senza ricevere palloni giocabili con la necessaria frequenza. Shevchenko è apparso lontano dalla condizione migliore, mentre Simone non è riuscito a incidere come sperato.

Il risultato è stato un primo tempo nel quale il Brescia ha tenuto testa ai padroni di casa senza particolari timori, lasciando aperta la sensazione che il pareggio non fosse affatto un risultato casuale.

Ripresa più intensa: il Milan prova a reagire

Nella ripresa San Siro ha provato a spingere il Milan con maggiore insistenza. Sugli spalti cresceva la voglia di vedere una squadra capace di riprendere in mano la partita e tornare a correre per le posizioni di vertice. Le notizie provenienti dagli altri campi, con la Roma in difficoltà, alimentavano ulteriormente le speranze rossonere.

Al 3′ si è acceso uno degli episodi più discussi della gara. Toni è entrato in area e Costacurta lo ha contrastato con una spallata, in una situazione che ha fatto discutere per la possibilità di un calcio di rigore. L’arbitro Borriello ha lasciato proseguire, tra le proteste e le perplessità di chi si aspettava una decisione diversa.

Con il passare dei minuti, però, il Milan non è riuscito a trasformare la maggiore pressione in occasioni concrete. Il Brescia ha preso coraggio e ha iniziato a cercare con più convinzione la porta avversaria.

Al 15′ Abbiati è stato costretto a uscire tempestivamente per anticipare Toni, evitando che l’attaccante potesse concludere da posizione favorevole. Tre minuti più tardi, il portiere rossonero si è nuovamente messo in evidenza con un intervento spettacolare su una potente conclusione di Andrea Filippini.

Due segnali chiari: il Brescia non si limitava più a difendere il risultato, ma provava a sfruttare le difficoltà di un Milan sempre più nervoso.

Javi Moreno sfiora il gol, Castellazzi salva il Brescia

La risposta rossonera è arrivata al 19′. José Mari ha messo in mezzo un pallone interessante per Javi Moreno, subentrato nella ripresa, che ha colpito di testa indirizzando la sfera verso l’angolino basso. Castellazzi si è disteso con grande prontezza, riuscendo a deviare la conclusione e a mantenere inviolata la propria porta.

Poco dopo, Shevchenko ha tentato di sorprendere la difesa avversaria con una girata in area. Il pallone ha colpito involontariamente un braccio di Mangone, ma l’episodio non ha cambiato l’andamento della partita.

Il Milan ha continuato a cercare il gol senza trovare la giocata capace di rompere l’equilibrio. Il Brescia, invece, ha mantenuto ordine e concentrazione, confermando la solidità mostrata fin dai primi minuti.

La squadra di Mazzone ha saputo soffrire quando necessario, ma anche rispondere con iniziative pericolose, mettendo in evidenza le difficoltà dei rossoneri nella costruzione del gioco.

Milan-Brescia 0-0: Mazzone esce da San Siro con un punto pesante

Il triplice fischio ha sancito uno 0-0 che racconta una partita più complicata del previsto per il Milan. La squadra di Ancelotti non è riuscita a imporre la propria superiorità tecnica e ha lasciato per strada due punti importanti nella corsa alle posizioni di vertice.

Per il Brescia, invece, il pareggio rappresenta il premio per una prestazione di carattere. Mazzone ha preparato una gara intelligente, affidandosi alla corsa dei suoi centrocampisti, alla compattezza del reparto arretrato e alla capacità di ripartire quando si presentava l’occasione.

A San Siro il Brescia non si è limitato a difendersi: ha giocato con personalità, ha creato problemi alla retroguardia rossonera e, in alcuni momenti, ha dato l’impressione di poter addirittura conquistare l’intera posta in palio.

La sfida tra i due Carletti si è così conclusa senza vincitori, ma con sensazioni differenti sulle due panchine. Ancelotti ha dovuto fare i conti con una squadra poco incisiva, mentre Mazzone ha potuto festeggiare un risultato ottenuto su uno dei campi più difficili del campionato.

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