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Reggina-Juventus 1999-2000 (0-2)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
18ª Giornata Domenica 23 Gennaio 2000
ore 15:00 Stadio “Oreste Granillo” Reggio Calabria

Reggina(Età media titolari: 25,04) – 1 Massimo Taibi; 18 Paolo Foglio; 14 Simone Giacchetta; 6 Giovanni Morabito; 5 Bruno Cirillo; 21 Lorenzo Stovini; 20 Ezio Brevi; 29 Nenad Pralija; 30 Andrea Pirlo; 8 Roberto Baronio; 2 Mohamed Kallon. Panchina: 22 Emanuele Belardi; 19 Joseph Oshadogan; 7 Antonio Martino; 23 Andrea Bernini; 10 Francesco Cozza; 28 Gustavo Reggi; 11 Davide Possanzini. Allenatore: Franco Colomba.

Juventus(Età media titolari: 26,67) – 1 Edwin van der Sar; 2 Ciro Ferrara; 23 Gianluca Zambrotta; 13 Mark Iuliano; 5 Igor Tudor; 26 Edgar Davids; 21 Zinedine Zidane; 8 Antonio Conte; 20 Alessio Tacchinardi; 10 Alessandro Del Piero; 18 Darko Kovačević. Panchina: 12 Michelangelo Rampulla; 15 Alessandro Birindelli; 7 Gianluca Pessotto; 3 Zoran Mirković; 14 Jonathan Bachini; 32 David Re; 9 Filippo Inzaghi. Allenatore: Carlo Ancelotti.

Marcatori– 33′ pt Darko Kovačević (azione, Juventus); 19′ st Zinedine Zidane (azione, Juventus).

Sostituzioni– 1′ st Pralija out, Possanzini in (Reggina); 9′ st Kallon out, Reggi in (Reggina); 26′ st Del Piero out, Pessotto in (Juventus); 35′ st Foglio out, Cozza in (Reggina); 44′ st Zambrotta out, Birindelli in (Juventus); 47′ st Zidane out, Bachini in (Juventus).

La Juventus conquista Reggio Calabria: fuga Scudetto nel segno di Kovacevic e Zidane

Accoglienza d’altri tempi per la prima storica visita bianconera in riva allo Stretto

Per la prima volta laJuventus FCscende in campo a Reggio Calabria in un clima carico di entusiasmo e suggestione. La città accoglie la capolista con un tepore quasi primaverile e con un colpo d’occhio degno delle grandi occasioni: colori amaranto sugli spalti e grande partecipazione anche da parte dei tifosi bianconeri arrivati da tutta la Calabria.

È il primo grande snodo del 2000 e la squadra diCarlo Ancelottinon tradisce le attese, lanciandosi verso quella che potrebbe diventare la fuga decisiva per il ventiseiesimo Scudetto della sua storia.


Supremazia tattica: le sovrapposizioni che fanno la differenza

Fin dai primi minuti è chiaro quali siano le intenzioni della Juventus. Il gioco sulle corsie esterne è continuo, le sovrapposizioni sono il marchio di fabbrica dei bianconeri.Gianluca Zambrottaspinge con costanza, mentreEdgar DavidseZinedine Zidaneilluminano la manovra con qualità e visione di gioco.

LaReggina 1914diFranco Colombaprova a chiudersi, dispone una coperta corta contro un attacco che attacca da ogni lato. La pressione juventina è costante e il pericolo nasce quasi sempre dalle stesse dinamiche: ampiezza, inserimenti e attacco dell’area.


Kovacevic sblocca il match: potenza e freddezza

Il primo squillo decisivo arriva al 33’ del primo tempo. ÈDarko Kovačevića rompere l’equilibrio con un’azione da centravanti puro. L’attaccante serbo aggira la difesa amaranto con intelligenza, sfrutta un pallone vagante in area e batteMassimo Taibicon precisione.

Il bomber bianconero, a fine gara, non nasconde la soddisfazione:

«Sono contento, contentissimo per il gol. Ma soprattutto per la squadra: stiamo giocando molto bene. L’ho detto tante volte, quest’anno può essere quello della Juventus».

Poco prima dell’intervallo lo stesso Kovacevic sfiora il raddoppio con una giocata di grande classe: finta di pallonetto e conclusione velenosa diretta all’angolo, che costringe Taibi a un intervento provvidenziale.


Reazione amaranto e ingresso di Possanzini

Nella ripresa la Reggina cambia volto con l’ingresso diDavide Possanzini, soprannominato “Dumbo” per la sua capacità di restare sospeso in aria nei duelli aerei. Con lui aumenta la pressione offensiva amaranto e per qualche minuto si ha la sensazione che la gara possa riaprirsi.

La squadra calabrese prova ad alzare il baricentro, ma la solidità difensiva juventina – guidata dall’esperienza diCiro Ferrarae dalla fisicità diIgor Tudor– regge l’urto senza concedere occasioni nitide.


Zidane chiude i conti: classe pura al Granillo

Il colpo del definitivo ko arriva al 19’ del secondo tempo. A firmarlo è ancora una volta la classe cristallina di Zinedine Zidane. Il francese si inserisce con i tempi perfetti, riceve palla al limite e batte Taibi con una conclusione precisa che vale il 2-0.

Per Zidane è il terzo gol stagionale, il primo su azione:

«Non ho giocato una grande partita, ma sono felice per il gol. L’importante era vincere».

Una dichiarazione umile per un campione che continua a essere il faro tecnico della Juventus.


Del Piero in ombra, ma la Juventus vola

Partita più discreta perAlessandro Del Piero, meno incisivo del solito ma comunque prezioso nel lavoro di raccordo tra centrocampo e attacco. AncheAlessio Tacchinardisfiora il gol in un paio di circostanze, dimostrando la profondità offensiva della rosa bianconera.

Nel finale, spazio anche perAlessandro BirindellieJonathan Bachini, mentre la copertina difensiva spetta aEdwin van der Sar, decisivo con un paio di interventi che blindano il risultato.

Otto gol subiti in diciotto partite: numeri da primato.


Classifica e Scudetto: aria fredda ma salutare in vetta

«Che aria si respira lassù?» – viene chiesto a fine partita.
La risposta è semplice:

«Fredda, ma buona. Salutare. Sappiamo che è dura, che la concorrenza è alta, ma stiamo meritando per quello che facciamo».

La Juventus allunga e manda un segnale forte al campionato. La corsa al titolo è ancora lunga, ma la sensazione è che questo gruppo abbia trovato maturità, equilibrio e convinzione.

A Reggio Calabria passa una capolista consapevole della propria forza. E il ventiseiesimo Scudetto, ora, non è più soltanto un sogno.

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