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Bari-Inter 1999-2000 (2-1)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
14ª Giornata Sabato 18 Dicembre 1999
ore 20:30 Stadio “San Nicola” Bari

Bari: 1 Mancini Francesco, 2 Garzya Luigi, 13 Innocenti Duccio, 3 Del Grosso Alessandro, 28 Neqrouz Rachid, 10 Marcolini Michele, 25 Collauto Mattia, 22 Markic Diego, 8 Andersson Daniel, 26 Enyinnaya Ugochukwu Michael, 18 Cassano Antonio. Panchina: 7 Gregori Attilio, 6 Ferrari Matteo, 5 Madsen Michael, 21 Giorgetti Rodolfo, 17 Perrotta Simone, 15 Bellavista Antonio, 14 Olivares Davide. Allenatore: Fascetti Eugenio. Età media titolari: 25,53.

Inter: 1 Peruzzi Angelo, 2 Panucci II Christian, 3 Colonnese Francesco, 31 Georgatos Grigorios, 5 Blanc Laurent, 23 Di Biagio Luigi, 4 Zanetti Javier, 8 Jugovic Vladimir, 15 Cauet Benoit, 32 Vieri I Christian, 18 Zamorano Ivan. Panchina: 22 Ferron Fabrizio, 11 Fresi Salvatore, 13 Simic Dario, 7 Moriero Francesco, 14 Dabo Ousmane, 10 Baggio I Roberto, 20 Recoba Alvaro. Allenatore: Lippi Marcello. Età media titolari: 29,44.

Marcatori: 6′ pt Enyinnaya (Bari), 12′ pt Vieri I (Inter), 42′ st Cassano (Bari).

Sostituzioni: 17′ pt Mancini out, Gregori in (Bari); 3′ st Marcolini out, Perrotta in (Bari); 16′ st Colonnese out, Recoba in (Inter); 22′ st Enyinnaya out, Olivares in (Bari); 30′ st Peruzzi out, Ferron in (Inter); 35′ st Zamorano out, Baggio I in (Inter).

Bari–Inter 2-1: Cassano incanta, Enyinnaya sorprende. Nerazzurri irriconoscibili al San Nicola

Supremazia biancorossa e serata da dimenticare per la squadra di Lippi

Il pubblico comincia ad affluire sugli spalti con un’ora e mezza d’anticipo. L’atmosfera è elettrica, da grande occasione. Nel sottopassaggio si incrociano cordialmente i due tecnici viareggini,Eugenio FascettieMarcello Lippi, mentre le squadre si preparano a scendere in campo.

Le novità arrivano proprio al momento delle formazioni ufficiali. Il Bari deve rinunciare agli squalificati De Rosa e Spinesi e agli indisponibili Osmanovski e Masinga. Fascetti recupera Andersson e sceglie una mossa coraggiosa: in attacco schiera due giovanissimi,Antonio CassanoeUgochukwu Michael Enyinnaya.

Lippi, invece, deve fare a meno di Fresi e inserisce Colonnese, incaricato di controllare proprio il diciottenne nigeriano scoperto in Belgio dal direttore generale biancorosso Regalia, quando militava nel Molenbeek. Una scelta che si rivelerà decisiva.


Enyinnaya gela l’Inter: un missile da oltre 30 metri

La mossa di Fascetti paga immediatamente. Dopo appena sette minuti, Enyinnaya fa saltare i piani dell’Inter con una conclusione terrificante da oltre trenta metri: un destro potente e preciso, imprendibile perAngelo Peruzzi.

È un gol che spiazza i nerazzurri e incendia il San Nicola.

L’Inter non sembra in grande serata, ma trova comunque il pareggio grazie al suo bomberChristian Vieri, che firma il diciannovesimo gol dell’anno solare 1999. Un numero che certifica la sua straordinaria continuità realizzativa.

Sull’azione del pareggio, però, il Bari perde Mancini per infortunio: al suo posto entra Gregori.


Bari organizzato, Inter confusa

Il centrocampo pugliese funziona alla perfezione: ordine tattico, aggressività e qualità. Andersson dirige l’orchestra con personalità, mentre la squadra mantiene compattezza e intensità.

Enyinnaya continua a mettere in difficoltà la retroguardia interista. Colonnese soffre tremendamente la velocità e la fisicità del giovane africano, rischiando anche un clamoroso errore difensivo.

L’Inter non è quella vista nelle grandi occasioni. Non c’è brillantezza, non c’è ritmo, non c’è continuità.


Nella ripresa dominio Bari: sale in cattedra Cassano

Nel secondo tempo il Bari esercita una supremazia netta. L’Inter arretra e fatica a costruire gioco.

Comincia allora lo spettacolo di Cassano. Il diciassettenne di Bari Vecchia si prende la scena con giocate di classe pura. Tenta anche una conclusione a giro “alla Del Piero”, ma il terreno scivoloso non lo agevola.

Intanto Peruzzi è costretto a uscire in modo disperato su un’azione offensiva biancorossa e si infortuna in uno scontro con Blanc. Al suo posto entra Ferron.

Nemmeno gli ingressi diÁlvaro RecobaeRoberto Baggioriescono a cambiare l’inerzia della partita. L’Inter è spenta, prevedibile, fragile.


Il capolavoro di Cassano chiude i conti

Il momento decisivo arriva nel finale.

Cassano prende palla, salta l’uomo con una naturalezza disarmante e lascia partire una conclusione splendida. Un gesto tecnico da fuoriclasse che vale il 2-1 definitivo.

È il gol che consacra definitivamente il talento barese e manda in visibilio il pubblico.

Dopo la rete non succede più nulla. Il Bari controlla con maturità, l’Inter non ha la forza di reagire.


Le parole dei protagonisti

Fascetti è raggiante:

“Abbiamo creato molto, forse sbagliato troppo sotto porta, ma sul risultato finale non c’è alcuna ombra.”

Di tutt’altro tono l’analisi di Lippi:

“Brutta partita, soprattutto in difesa. Non siamo mai entrati davvero in gara. Troppi errori nei disimpegni, negli stop, negli smarcamenti. Dietro, a centrocampo e davanti.”

Peruzzi è categorico:

“Dobbiamo guardare in faccia la realtà. Stiamo crescendo, ma non abbiamo ancora la mentalità da grande squadra.”


Un Bari bestia nera, un’Inter ancora incompiuta

Ancora una volta il Bari si conferma bestia nera della formazione milanese. Organizzazione, coraggio e talento giovane hanno fatto la differenza.

Per l’Inter resta un rebus: squadra ricca di individualità, ma priva di continuità e personalità nei momenti chiave.

Per il Bari, invece, è una vittoria che profuma di identità e futuro. E il nome di Antonio Cassano comincia a riecheggiare ben oltre i confini pugliesi.

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