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Lazio-Juventus 1999-2000 (0-0)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
11ª Giornata Domenica 28 Novembre 1999
ore 20:30 Stadio “Olimpico” Roma

Lazio:Marchegiani Luca (1), Nesta Alessandro (13), Pancaro Giuseppe (15), Favalli Giuseppe (5), Mihajlovic Sinisa (11), Veron Juan Sebastian (23), Stankovic Dejan (20), Almeyda Matias (25), Sergio Conceição Paulo (7), Salas José Marcelo (9), Mancini Roberto (10).
Panchina:Ballotta Marco (110), Couto Fernando Manuel (24), Gottardi Guerino (17), Sensini Roberto Nestor (6), Lombardo Attilio (16), Inzaghi II Simone (21), Boksic Alen (8).
Allenatore:Sven-Göran Eriksson.
Età media titolari:27,70.

Juventus:Rampulla Michelangelo (12), Ferrara I Ciro (2), Pessotto I Gianluca (7), Zambrotta Gianluca (23), Iuliano Mark (13), Montero Paolo (4), Davids Edgar (26), Conte Antonio (8), Zidane Zinedine (21), Del Piero Alessandro (10), Inzaghi I Filippo (9).
Panchina:D’Amico Andrea (220), Birindelli Alessandro (15), Tudor Igor (5), Oliseh Sunday (5), Bachini Jonathan (14), Kovačević Darko (18), Esnaider Juan Eduardo (19).
Allenatore:Carlo Ancelotti.
Età media titolari:28,41.

Sostituzioni:17’ st Almeyda (Lazio) fuori, Sensini (Lazio) dentro; 31’ st Mancini (Lazio) fuori, Boksic (Lazio) dentro; 37’ st Salas (Lazio) fuori, Inzaghi II (Lazio) dentro.

Espulsioni:42’ st Inzaghi II (Lazio).

Lazio-Juventus 0-0, il big match senza vincitori: paura di perdere e Roma ringrazia

All’Olimpico equilibrio, tensione e poche emozioni: biancocelesti e bianconeri si fermano, la vetta ora è affollata

Roma –Doveva essere la sfida al vertice, è stata una partita di prudenza, nervi tesi e occasioni mai davvero capitalizzate. Lazio e Juventus si annullano allo stadio Olimpico con uno 0-0 che lascia l’amaro in bocca a entrambe e spalanca le porte alla Roma, che aggancia il duo in testa alla classifica. Un pareggio figlio della paura: dei padroni di casa, ancora scossi dalla batosta del derby, e degli ospiti, che nel finale avrebbero potuto osare di più.


Un Olimpico imponente per il big match di giornata

La cornice è da grande evento. All’Olimpico sono presenti72.101 spettatori, di cui36.676 abbonati, per un incasso complessivo di3.308.980.722 lire. Serata fresca, terreno in buone condizioni, atmosfera carica di aspettative. Il pubblico risponde come nelle grandi occasioni, nonostante le ferite ancora aperte per la sconfitta nel derby.

Dirige l’incontrol’arbitro Braschi di Prato, coadiuvato dagli assistentiMazzei e Saia, conFarnetinel ruolo di quarto uomo.


Fiammata iniziale della Lazio, poi la gara si spegne

L’avvio è tutto di marca biancoceleste. La Lazio entra in campo con personalità e senza timori reverenziali. Al4’Verón pesca Mancini alle spalle della difesa, costringendo Rampulla a un’uscita quasi disperata ai limiti dell’area. Dieci minuti più tardi è ancora l’asse Mancini-Verón-Salas a creare scompiglio, ma il portiere juventino si oppone con sicurezza.

La Juventus fatica a prendere le misure, ma cresce con il passare dei minuti.Zambrottasi rende pericoloso in due circostanze: prima Marchegiani respinge di pugno, poi il tiro termina di poco a lato. È il segnale che i bianconeri stanno entrando in partita.


Tatticismi, contrasti e poche vere occasioni

Il match si incanala presto su binari più tattici che spettacolari. Eriksson, memore del derby, presenta una Lazio più “abbottonata”, con Salas unico riferimento offensivo e Mancini chiamato a un lavoro di raccordo che raramente riesce a incidere. Ancelotti risponde con una Juventus prudente, orfana di Van der Sar e attenta a non scoprirsi.

Braschi tiene in pugno la gara, anche se non mancano gli episodi discussi: ammonizioni perPancaro, Favalli, Montero e Ferrara, mentre qualche contatto sospetto – come una trattenuta di Montero su Salas – sfugge alla valutazione arbitrale.

Il primo tempo scivola via senza ulteriori sussulti e si chiude sullo 0-0 tra qualche sbadiglio sugli spalti.


Ripresa: la Juventus cresce, Marchegiani decisivo

Nella seconda frazione la Juventus sembra avere qualcosa in più. Zidane, ben controllato da Almeyda, accende la manovra a sprazzi, mentre Zambrotta diventa l’uomo più pericoloso. Al10’ della ripresai bianconeri sciupano un’occasione clamorosa: Del Piero salta Marchegiani e rimette al centro, ma Zambrotta calcia incredibilmente fuori a porta spalancata, con Inzaghi che si dispera.

La Lazio arretra, soffre e fatica a ripartire. L’unico squillo è un poderoso tiro da lontano di Almeyda, centrale e controllato da Rampulla, prima di uscire per infortunio lasciando il posto a Sensini.


Finale nervoso e rosso a Simone Inzaghi

Eriksson prova a cambiare l’inerzia inserendoBoksical posto di Mancini: l’ingresso del croato porta energia e costringe la Juve a qualche affanno, soprattutto su calcio d’angolo. All’84’Del Piero ha sul destro la palla del match, ma Marchegiani si supera con un intervento decisivo.

Poi l’episodio che chiude definitivamente la gara: al42’ del secondo tempo (86’)Simone Inzaghi, entrato da pochi minuti, protesta animatamente dopo un contrasto con Montero e si lascia sfuggire un’espressione irripetibile. Braschi non ha dubbi ed estrae il cartellino rosso. Una conclusione amara e nervosa per una partita che non ha mai davvero preso il volo.


Pareggio che cambia la classifica

Il risultato finale è0-0, concalci d’angolo 4-3 per la Juventuse recuperi di1’ nel primo tempo e 2’ nel secondo. Un punto che serve a poco:Lazio e Juventus vengono raggiunte in vetta dalla Roma, formando un terzetto a quota22 punti, mentre le milanesi inseguono a20.


Considerazioni finali: occasione mancata per entrambe

La sensazione è che nessuna delle due squadre abbia davvero voluto rischiare. La Lazio si è preoccupata più di non perdere che di vincere, condizionata dalla recente sconfitta nel derby. La Juventus, cresciuta alla distanza, ha accettato di buon grado il pareggio quando avrebbe potuto tentare il colpo del ko.

Come sintetizza efficacemente la stampa:la montagna ha partorito un topolino. Una sfida al vertice senza vincitori, che lascia aperto il campionato e consegna alla Roma il ruolo di grande beneficiaria della giornata.

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