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Bologna-Fiorentina 1999-2000 (0-0)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
11ª Giornata Sabato 27 Novembre 1999
ore 20:30 Stadio “Renato Dall’Ara” Bologna

Bologna: 1 Pagliuca Gianluca, 19 Falcone Giulio, 2 Bia Giovanni, 19 Paganin II Massimo, 3 Paramatti Michele, 6 Tarantino Massimo, 20 Wome Pierre, 8 Ingesson Klas, 7 Nervo Carlo, 10 Signori Giuseppe, 28 Andersson Kennet.
Panchina: 33 Roccati Marco, 24 Mensah John, 13 Boselli Nicola, 27 Piacentini Giovanni, 18 Fontolan II Davide, 25 Cipriani Giacomo, 9 Ventola Nicola.
Allenatore: Guidolin Francesco. Età media titolari: 29,88.

Fiorentina: 1 Toldo Francesco, 2 Repka Tomáš, 23 Pierini Alessandro, 6 Firicano Aldo, 3 Torricelli Moreno, 17 Heinrich Jörg, 10 Rui Costa Manuel, 14 Cois Sandro, 16 Di Livio Angelo, 18 Balbo Abel, 9 Batistuta Gabriel Omar.
Panchina: 12 Taglialatela Giuseppe, 27 Tarozzi Andrea, 4 Adani Daniele, 5 Padalino Pasquale, 7 Amor Guillermo, 11 Rossitto Fabio, 21 Bressan Mauro.
Allenatore: Trapattoni Giovanni. Età media titolari: 29,17.

Marcatori:

Sostituzioni: 8’ st Paganin II out / Piacentini in (Bologna), 15’ st Balbo out / Bressan in (Fiorentina), 36’ st Wome out / Fontolan II in (Bologna), 41’ st Cois out / Rossitto in (Fiorentina), 46’ st Heinrich out / Adani in (Fiorentina).

Fiorentina, il tabù delle trasferte continua: a Bologna è pari grazie a un super Toldo

Un altro pareggio esterno che sa di sollievo (più che di ambizione)

Niente da fare: le trasferte restano un tabù per la Fiorentina. Anche a Bologna arriva soltanto un pareggio, il quarto segno “X” lontano dal Franchi in questa stagione, e per come si è sviluppata la gara si può dire senza troppi giri di parole che ai viola è andata anche bene. Molto bene.

Il punto conquistato al Dall’Ara va accolto senza disprezzo, perché muove la classifica e perché evita una sconfitta che, per quanto visto soprattutto nel primo tempo, sarebbe stata tutt’altro che scandalosa. Ma allo stesso tempo racconta di una Fiorentina ancora lontana da quella continuità necessaria per pensare in grande.

Toldo monumentale: il vero uomo partita

Se la Fiorentina torna a casa con un risultato positivo, il merito principale è uno solo: Francesco Toldo. Il portiere viola è stato in assoluto il migliore in campo, protagonista di una serie di interventi decisivi, soprattutto nei primi 45 minuti, quando il Bologna ha letteralmente preso a bersaglio la porta viola.

Parate di riflesso, uscite tempestive, freddezza nei momenti di maggiore pressione: Toldo ha eretto un muro contro le “scuriate” rossoblù, tenendo in piedi una squadra spesso in affanno. Di “grande”, ieri sera, c’è stato davvero solo lui.

Bologna padrone del campo nel primo tempo

Nei primi quarantacinque minuti, quando fiato e gambe hanno retto a entrambe le squadre, la superiorità del Bologna è stata nettissima. La squadra di Guidolin ha giocato con intensità, ritmo e coraggio, trovando conclusioni praticamente da ogni zona del campo.

Paramatti, Signori, Ingesson, Nervo: sono arrivati al tiro un po’ tutti, con la Fiorentina costretta ad abbassarsi e a difendere come poteva. Il pressing rossoblù ha messo in difficoltà la costruzione viola, troppo lenta e prevedibile.

Eppure, paradossalmente, la migliore occasione del primo tempo capita alla Fiorentina: destro di Aldo Firicano, palla destinata in rete e salvataggio sulla linea dell’ex Falcone. Un episodio che fotografa perfettamente una partita sbilanciata nel gioco ma ancora in equilibrio nel risultato.

Un punto che pesa, anche se non profuma di alta classifica

Quel punticino, alla fine, non si butta mai via, soprattutto in una fase del campionato in cui la Fiorentina soffre lontano da casa. Certo, non è questo il modo di “pensare in grande”, né quello di rilanciare ambizioni importanti.

Però il pareggio di Bologna ha un valore specifico: evita un passo falso, dà continuità ai risultati e permette di restare agganciati, almeno con lo sguardo, al gruppo che conta. Anche se la sensazione è che, così, il club delle cosiddette “sette sorelle” resti ancora lontano.

Carattere sì, qualità no: una Fiorentina a due volti

Nel dopo partita, il rammarico è evidente, ma emerge anche un concetto chiaro: l’atteggiamento non è mancato. I viola volevano ripetere una prestazione positiva come quella offerta pochi giorni prima in Coppa, ma non ci sono riusciti.

Il carattere c’è stato, la volontà di non perdere pure. Ed è da qui che bisogna ripartire. Perché se è vero che il campionato al momento fa soffrire, è altrettanto vero che l’importante, in certe serate, è non uscire sconfitti.

Serve la Fiorentina “europea” per sognare davvero

Per provare a riagganciare chi punta in alto, però, serve un’altra Fiorentina. E non occorre troppa fantasia per capire quale: quella vista in Europa, più intensa, più coraggiosa, più brillante sul piano del gioco.

È possibile riproporla sempre? Probabilmente no. Giocare costantemente “sugli elefanti”, al massimo livello, è difficile per chiunque. È umano, anche inconsciamente, scegliere a quale competizione dare priorità, soprattutto in un momento in cui il campionato presenta più insidie del previsto.

Non perdere per crescere: la base da cui ripartire

La Fiorentina di Bologna non incanta, non domina e non convince fino in fondo. Ma resiste, soffre e porta a casa un risultato utile. In attesa di ritrovare brillantezza e continuità, questo è il minimo sindacale.

Per sognare serve altro, molto altro. Ma per restare in corsa, questi punti pesano. E se c’è una certezza emersa dal Dall’Ara, è che finché Toldo è questo, la Fiorentina può permettersi di restare viva. Anche nelle notti più complicate.

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