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Juventus-Lecce 2000-2001 (1-1)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
28ª Giornata Domenica 29 Aprile 2001
ore 15:00 Stadio “Delle Alpi” Torino

Juventus:Van der Sar; Pessotto, Iuliano, Montero, Tudor; Athirson (1′ st Brighi), Davids (29′ st Birindelli), Zidane, Conte; Kovacevic (9′ st Inzaghi), Trezeguet.Panchina:Carini, Paramatti, Ferrara, Fonseca.Allenatore:Carlo Ancelotti.Età media:27,14.

Lecce:Chimenti; Savino (11′ st Juarez), Colonnello, Malusci, Dainelli; Conticchio, Ingesson, Piangerelli; Osorio (44′ st Pivotto), Vugrinec (32′ st Giorgetti), Vasari.Panchina:Manitta, Fissore, Mateo, Pellicori.Allenatore:Alberto Cavasin.Età media:28,04.

Marcatori:40′ pt Tudor (Juventus), 41′ pt Conticchio (Lecce).

Sostituzioni:1′ st Athirson ⟶ Brighi (Juventus); 9′ st Kovacevic ⟶ Inzaghi (Juventus); 11′ st Savino ⟶ Juarez (Lecce); 29′ st Davids ⟶ Birindelli (Juventus); 32′ st Vugrinec ⟶ Giorgetti (Lecce); 44′ st Osorio ⟶ Pivotto (Lecce).

Rigori falliti:42′ st Inzaghi (Juventus, fuori).

Juventus frenata dal Lecce: 1-1 allo Stadio Delle Alpi, Tudor illude i bianconeri ma Conticchio firma l’impresa salentina

La Juventus spreca un rigore con Inzaghi e colpisce tre pali: il Lecce resiste e conquista un prezioso pareggio

La Juventus manca una grande occasione nella corsa ai vertici della classifica e non va oltre l’1-1 casalingo contro un Lecce coraggioso e organizzato. In un Delle Alpi incredulo, la formazione di Carlo Ancelotti paga a caro prezzo le numerose assenze e soprattutto una clamorosa serie di occasioni fallite nella ripresa, compreso un calcio di rigore sbagliato da Filippo Inzaghi.

I bianconeri passano in vantaggio con Igor Tudor, ma vengono raggiunti appena un minuto più tardi dal colpo di testa di Alessandro Conticchio. Nel secondo tempo è un autentico assedio juventino, ma tra pali, errori sotto porta e un Lecce capace di difendersi con ordine, il risultato non cambia più.


Juventus in emergenza: Ancelotti costretto a reinventare la formazione

L’emergenza condiziona pesantemente le scelte di Carlo Ancelotti. Le assenze per squalifiche e infortuni costringono il tecnico bianconero a ridisegnare l’undici titolare, con Igor Tudor schierato dal primo minuto e una squadra priva di diversi uomini chiave, tra cui Alessandro Del Piero.

Nonostante le difficoltà, la Juventus prova subito a prendere in mano il controllo della gara, affidandosi alla qualità di Zinedine Zidane e alla fisicità del tandem offensivo formato da Darko Kovacevic e David Trezeguet.


Un primo tempo ricco di occasioni

La partita si apre immediatamente con ritmi elevati. La Juventus crea la prima opportunità con un colpo di testa che termina sul palo esterno, sfiorando il vantaggio.

Pochi minuti dopo Zidane disegna una splendida punizione per Kovacevic, ma l’azione viene fermata per fallo in attacco del centravanti serbo.

I bianconeri continuano a spingere. Zidane illumina continuamente il gioco con aperture e cambi di campo, mentre Kovacevic si rende pericoloso in almeno due occasioni senza riuscire a trovare la porta.

Anche David Trezeguet ha una buona chance sul primo palo, ma Antonio Chimenti si fa trovare pronto.


Tudor rompe l’equilibrio

La pressione juventina viene premiata al 40′. Ancora Zidane inventa sulla fascia e serve un pallone perfetto per Igor Tudor.

Il difensore croato svetta più in alto di tutti e batte Chimenti con un preciso colpo di testa, firmando il suo ottavo gol ufficiale con la maglia della Juventus.

L’esultanza del croato è incontenibile: sembra il gol che può indirizzare definitivamente la partita.


La risposta immediata del Lecce

La gioia bianconera dura appena sessanta secondi.

Il Lecce reagisce immediatamente con grande personalità. Sugli sviluppi di un’azione offensiva arriva il cross perfetto che trova Alessandro Conticchio.

Il capitano salentino colpisce di testa con straordinaria precisione e supera Van der Sar per l’1-1.

Un gol bellissimo che premia la determinazione degli uomini di Alberto Cavasin e gela il pubblico del Delle Alpi.


Secondo tempo: assedio Juventus

Nella ripresa Ancelotti inserisce Matteo Brighi al posto di Athirson per aumentare dinamismo e qualità in mezzo al campo.

La Juventus cambia passo e costruisce una quantità impressionante di occasioni.

La più clamorosa capita sui piedi di Kovacevic, che si presenta davanti a Chimenti dopo un perfetto controllo in velocità.

Il serbo tenta un pallonetto di sinistro ma spedisce incredibilmente il pallone fuori, divorandosi il possibile vantaggio.

Pochi minuti più tardi entra Filippo Inzaghi, chiamato a dare maggiore peso offensivo.


Zidane illumina, ma gli attaccanti sprecano tutto

Il francese è senza dubbio il migliore in campo per la Juventus.

Ogni azione offensiva nasce dai suoi piedi: aperture millimetriche, cambi di gioco e assist mettono continuamente in difficoltà la retroguardia salentina.

Tuttavia né Trezeguet né Kovacevic riescono a concretizzare il grande lavoro del numero 21 bianconero.

Con il passare dei minuti cresce anche la tensione sugli spalti.


Il rigore fallito da Inzaghi

L’episodio che può decidere la partita arriva nel finale.

Su un cross dalla destra, l’arbitro Pellegrino ravvisa una trattenuta ai danni di Filippo Inzaghi e indica il dischetto.

Tra le proteste dei giocatori del Lecce, convinti che ci fosse un fuorigioco nell’azione precedente, Inzaghi prende il pallone.

Il centravanti calcia con decisione ma colpisce il palo.

L’occasione sfuma incredibilmente e il Delle Alpi resta ammutolito.

Per Inzaghi è un errore pesantissimo, che si aggiunge a quello recentemente commesso anche con la Nazionale.


Tre pali e tantissima sfortuna

Il finale è un autentico assedio.

La Juventus continua ad attaccare senza sosta, colpisce ancora i legni e sfiora il gol in più occasioni.

Tra deviazioni, salvataggi e conclusioni che si infrangono sui pali, la squadra di Ancelotti vede sfumare una vittoria che sembrava ormai soltanto questione di tempo.

Il Lecce, invece, resiste con straordinaria determinazione, sacrificandosi in ogni zona del campo fino al triplice fischio.


La contestazione della Curva Scirea

Il pareggio scatena la delusione del pubblico bianconero.

Durante la ripresa dalla Curva Scirea partono cori di contestazione nei confronti di Carlo Ancelotti, con parte dei tifosi che invoca Gianluca Vialli come possibile futuro allenatore della Juventus.

Il clima al Delle Alpi diventa sempre più teso, fotografando il momento complicato attraversato dalla squadra.


Ancelotti: “Ci è mancata solo la fortuna”

Nel dopogara Carlo Ancelotti difende la prestazione dei suoi.

Secondo il tecnico bianconero la Juventus avrebbe meritato la vittoria per quanto costruito soprattutto nella ripresa.

L’allenatore sottolinea come la squadra abbia colpito tre pali, creato numerose occasioni da gol e pagato soprattutto la scarsa precisione sotto porta.

Ancelotti riconosce anche qualche difficoltà nel primo tempo, dovuta alle tante assenze e alla necessità di adattare diversi giocatori fuori ruolo, ma ribadisce di essere soddisfatto della reazione mostrata nella seconda frazione.


Cavasin esalta il carattere del Lecce

Di tutt’altro umore Alberto Cavasin.

L’allenatore giallorosso elogia la straordinaria prova di sacrificio dei suoi giocatori, capaci di sopperire al divario tecnico con organizzazione, intensità e spirito di squadra.

Il Lecce soffre moltissimo nella ripresa, ma non rinuncia mai a lottare, conquistando un punto pesantissimo su uno dei campi più difficili della Serie A.


Un pareggio che pesa nella corsa al vertice

Per la Juventus il pareggio rappresenta una frenata importante nella rincorsa alla vetta della classifica.

I bianconeri possono recriminare per le tante occasioni sciupate, per il rigore fallito e per una serata nella quale la fortuna non è stata certamente dalla loro parte.

Il Lecce, invece, torna a casa con un risultato prestigioso costruito attraverso sacrificio, concentrazione e grande cuore. Un punto che vale quasi come una vittoria e che conferma la crescita della formazione di Alberto Cavasin, protagonista di una delle imprese più significative della propria stagione.

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