Bologna-Verona 1999-2000 (0-0)
Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
^7ª Giornata Domenica 24 Ottobre 1999
ore 15:00 Stadio “Renato Dall’Ara” Bologna
Bologna: Pagliuca Gianluca (1), Falcone Giulio (19), Paramatti Michele (3), Tarantino Massimo (6), Wome Pierre (20), Ingesson Klas (8), Marocchi Giancarlo (5), Nervo Carlo (7), Fontolan II Davide (18), Signori Giuseppe (10), Andersson Kennet (28). Panchina: Roccati Marco (33), Paganin II Massimo (19), Boselli Nicola (13), Luciano Siqueira De Oliveira (15), Zé Elias Jose Moedin (4), Piacentini Giovanni (27), Ventola Nicola (9). Allenatore: Buso Sergio. Età media titolari: 28,77.
Hellas Verona: Frey I Sebastian (17), Franceschetti Marco (4), Apolloni Luigi (26), Filippini Giancarlo (24), Seric Anthony (20), Colucci Leonardo (21), Marasco Antonio (5), Melis Martino (27), Giandebiaggi Marco (7), Adailton Martin Bolzan (10), Aglietti Alfredo (14). Panchina: Battistini Graziano (1), Falsini Gianluca (3), Mezzano Luca (25), Zilic Tonci (18), Salvetti Emiliano (19), Piovanelli Marco (8), Cammarata Fabrizio (11). Allenatore: Prandelli Cesare. Età media titolari: 26,82.
Marcatori: nessuno.
Sostituzioni: 11’ pt Verona: esce Adailton, entra Cammarata; 40’ pt Bologna: esce Fontolan II, entra Luciano; 10’ st Verona: esce Cammarata, entra Salvetti; 20’ st Verona: esce Aglietti, entra Falsini; 28’ st Bologna: esce Nervo, entra Ventola.
Espulsioni: 18’ st Seric (Hellas Verona).
Bologna-Verona 0-0: grigio al Dall’Ara, punto d’oro per il Verona di Prandelli
Minuto di raccoglimento per Tazio Roversi, poi un match senza gol: Signori colpisce l’incrocio, Seric espulso, ma il Bologna non sfonda
BOLOGNA – Il Dall’Ara si ferma prima del fischio d’inizio per rendere omaggio a Tazio Roversi, indimenticabile difensore biondo del Bologna. Un minuto di raccoglimento carico di emozione, sotto un cielo plumbeo che sembra riflettere perfettamente l’umore dei rossoblù. E grigia, proprio come il cielo, sarà anche la prestazione della squadra di Sergio Buso, al secondo pareggio consecutivo senza reti in campionato, dopo lo spavento europeo di Bruxelles.
La partita promette subito nervi tesi. Dopo pochi minuti, un violento ma fortuito scontro tra Adailton e Falcone fa gelare lo stadio: il brasiliano del Verona riporta una ferita profonda al volto, ben 15 punti di sutura, ma riesce a tranquillizzare tutti prima di lasciare il campo. Falcone resta in campo con un vistoso turbante, mentre Prandelli inserisce Cammarata.
Il Verona, ben organizzato e compatto, chiude ogni spazio con ordine, senza mai andare in affanno. Il Bologna prova a manovrare, ma fatica a trovare varchi. L’unico vero brivido per i gialloblù arriva su una punizione “extra lusso” di Giuseppe Signori, che si stampa sull’incrocio dei pali: applausi e rammarico.
Prima dell’intervallo i rossoblù perdono anche Fontolan, costretto ad abbandonare il campo per un problema fisico. Al suo posto entra Luciano, ma l’impatto è negativo e la manovra del Bologna perde ulteriore lucidità.
Nel calcio vale una vecchia regola: se non la metti dentro, prima o poi paghi. Il Bologna le occasioni le avrebbe anche, tre in particolare, ma contro un avversario chiusissimo e attento non riesce mai a essere davvero cattivo sotto porta.
Al 27’ della ripresa (20’ st) arriva il secondo giallo per Seric, che lascia il Verona in dieci uomini. Prandelli, però, non perde equilibrio: toglie Aglietti e inserisce Falsini, rinunciando di fatto a una punta ma mantenendo compattezza e disciplina. Nonostante l’inferiorità numerica, il Verona non sembra mai in difficoltà, anzi continua a difendere con ordine, guidato da un generoso Giandebiaggi, ovunque ci sia da rincorrere.
Dieci minuti dopo l’espulsione, Buso prova la carta Ventola, ma il copione non cambia. Il Bologna attacca senza convinzione, manca precisione, manca cattiveria. Il pubblico rumoreggia: così non va.
Al triplice fischio Cesare Prandelli può sorridere. Per il suo Verona è il primo pareggio stagionale, un punto ampiamente meritato, arrivato con personalità e sacrificio. «Non è sembrato che giocassimo in dieci», dirà a fine gara. Ed è vero: i gialloblù hanno sofferto, ma hanno chiuso tutti gli spazi, dimostrando che il lavoro settimanale paga.
Per il Bologna resta invece una sensazione di incompiuto: tanto possesso, poche idee e zero gol. Il cielo sul Dall’Ara resta grigio, e non solo per il meteo.
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