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Milan-Cagliari 1999-2000 (2-2)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
^6ª Giornata Domenica 17 Ottobre 1999
ore 15:00 Stadio “Giuseppe Meazza” Milano

Milan: 12 Abbiati Christian, 14 Ayala Robert Fabian, 25 N’Gotty Bruno, 3 Maldini Paolo, 2 Helveg Thomas, 27 Serginho Sérgio Cláudio, 23 Ambrosini Massimo, 4 Albertini Demetrio, 9 Weah George, 7 Shevchenko Andriy, 20 Bierhoff Oliver. Panchina: 1 Rossi Sebastiano, 26 Sala Luigi, 28 Sadotti Mirco, 24 Guglielminpietro Andrés, 21 Giunti Federico, 8 Gattuso Gennaro, 18 Leonardo Nascimento De Araújo. Allenatore: Zaccheroni Alberto. Età media titolari: 27,64.

Cagliari: 1 Scarpi Alessio, 13 Macellari Fabio, 15 Zebina Jonathan, 6 Lopez Diego Luis, 2 Diliso Nicola, 8 De Patre Tiziano, 10 O’Neill Fabian Dominguez, 33 Morfeo Domenico, 14 Berretta Daniele, 30 Oliveira Luis Airton, 9 M’boma Patrick. Panchina: 12 Franzone Maurizio, 19 Ametrano Raffaele, 5 Cavezzi Gianni, 11 Conti II Daniele, 20 Sulcis Giovanni, 7 Mayelè Jason, 21 Corradi Bernardo. Allenatore: Ulivieri Renzo. Età media titolari: 25,89.

Marcatori: 8’ pt Morfeo (Cagliari), 11’ pt Shevchenko (Milan, rigore), 39’ pt Berretta (Cagliari), 38’ st Bierhoff (Milan).

Sostituzioni: 8’ pt Morfeo out, Ametrano in (Cagliari); 7’ st Albertini out, Guglielminpietro in (Milan); 7’ st Helveg out, Giunti in (Milan); 25’ st Shevchenko out, Leonardo in (Milan); 31’ st Zebina out, Sulcis in (Cagliari); 36’ st De Patre out, Conti II in (Cagliari).

Un pareggio che non è solo un pareggio

Milan e Cagliari si fermano sul 2-2: spettacolo, errori e un’arancia che brilla a San Siro

MILANOUn pareggio è un pareggio, avrebbe forse scritto Gertrude Stein con la sua proverbiale ossessione per le ripetizioni. Ma questa volta persino lei avrebbe cercato un’altra definizione. Perché il 2-2 tra Milan e Cagliari non è una divisione della posta come le altre: è una partita piena, viva, imprevedibile, capace di tenere incollate alle poltroncine di San Siro quasi cinquantamila persone fino al 49’ del secondo tempo. Quando tutto era già successo, ma ancora tanto poteva accadere.

I numeri raccontano una certa coerenza rossonera: dopo il 4-4 di due settimane prima in casa della Lazio capolista, arriva un altro pareggio, questa volta “dimezzato” nel punteggio contro uno dei fanalini di coda del campionato. Dimezzate anche le prodezze e le sventatezze, ma non lo spettacolo. E non gli interrogativi.


L’arancia che illumina San Siro

Il Cagliari gioca “totale” e sorprende il Milan

Il primo errore del Milan arriva ancora prima del calcio d’inizio. I rossoneri entrano in campo senza badare alle maglie arancioni del Cagliari. E sbagliano. Perché nel calcio l’arancione non è un colore qualsiasi: è il colore dell’Olanda, del calcio totale di Cruijff e Rensenbrink. E per una sera, quel calcio sembra patrimonio anche del Cagliari.

Nessun riferimento religioso, sia chiaro. Qui c’entra solo Renzo Ulivieri, che orchestra una squadra capace di correre, anticipare, dribblare e tirare come se stesse giocando una partita d’oratorio… ma con quindici uomini contro sette. Fabian O’Neill, in mezzo al campo, fa letteralmente quello che vuole, producendo da solo più gioco di quanto riescano a fare insieme Albertini e Ambrosini. Sulle fasce il Milan è assente: Helveg e Serginho non spingono e non chiudono, due buchi neri nel 3-4-3 statico di Zaccheroni.

Il risultato? Un Milan senza centrocampo, costretto a rifugiarsi in difesa e in attacco, trasformando il modulo in un surreale 3-0-3 che mette a nudo i limiti di una squadra monca. O’Neill, con la complicità di Mboma e Oliveira, manda in crisi la retroguardia rossonera. Davanti, invece, Shevchenko, Bierhoff e Weah riscoprono una vecchia vocazione: tutti vogliono fare il centravanti. Tutti insieme. Un regalo per Zebina e Lopez.


Tre partite in una

Dal Milan brillante al dominio Cagliari, fino alla rimonta finale

Per capire davvero cosa è successo a San Siro, conviene dividere la gara in tre spezzoni, ognuno con un parziale diverso: 1-1, 0-1, 1-0.

Primo spezzone (1’-10’ pt): Milan illusione

Il Milan parte bene: gioca di prima, appoggia le punte, pressa alto. Ma è una bolla di sapone. Basta il gol di Domenico Morfeo – peraltro già acciaccato e poi costretto a uscire – per farla esplodere. C’è anche il sospetto di un assist col braccio di Mboma, ma serve più di una moviola per accorgersene.

Il pareggio arriva subito: rigore netto per una cintura di Zebina su Bierhoff, trasformato con freddezza glaciale da Shevchenko. L’1-1 sembra rimettere le cose a posto. È solo un’illusione.

Secondo spezzone (fine pt – 8’ st): solo Cagliari

Da qui in avanti il circuito delle idee del Milan si spegne. In campo c’è solo il Cagliari. Quando persino Nicola Diliso, terzino operaio, si concede uno slalom in area rossonera come fosse Carlos Alberto, è chiaro che qualcosa non va.

L’azione porta il pallone a Oliveira, che serve Daniele Berretta per il 2-1. Il Cagliari potrebbe anche chiuderla, ma Abbiati tiene in piedi il Milan con interventi decisivi, compreso un palo di Mboma su sinistro al volo.

Terzo spezzone (ripresa): la reazione rossonera

All’8’ della ripresa Zaccheroni prova a cambiare tutto: fuori Helveg e Albertini, dentro Guglielminpietro e Giunti. Il Milan passa dal 3-0-3 al 3-2-3 e ritrova lentamente equilibrio. L’ingresso di Leonardo dà qualità. Ed è proprio il brasiliano a servire finalmente un pallone giocabile a Bierhoff: destro al volo, 2-2.

L’assalto finale è generoso ma confuso. Il pareggio resta. E lascia una domanda aperta: dove finisce la squadra che insegue lo scudetto-bis e dove inizia quella che deve scappare dalla Serie B?


Le pagelle

O’Neill e Mboma da urlo, Maldini senza tempo

MILAN

Abbiati 6,5 – Non impeccabile sul primo gol, ma si riscatta con interventi decisivi su Oliveira e Mboma.
N’Gotty 5 – Sempre in difficoltà, mai un vero ostacolo per l’attacco sardo.
Ayala 5 – Soffre Mboma in velocità, meglio nel gioco aereo.
Maldini 7 – Prima timido, poi dominante: difende, costruisce, spinge. Leader assoluto.
Helveg 4,5 – Partecipazione diretta al primo gol subito. Poi errori continui. Irriconoscibile.
Guglielminpietro 6 – Senza fronzoli, porta corsa e fisicità.
Albertini 4,5 – Un solo lampo (il lancio per il rigore), poi travolto da O’Neill.
Giunti 6,5 – Riequilibra il centrocampo e sfiora il gol.
Ambrosini 5 – Sovrastato nella battaglia centrale, cresce solo nel finale.
Serginho 4,5 – Mai in partita, corsia sinistra spalancata.
Shevchenko 5,5 – Poco servito, decisivo solo dal dischetto.
Leonardo 6 – Piedi buoni e assist decisivo.
Bierhoff 6 – Soffre, poi colpisce quando arriva il pallone giusto.
Weah 5 – Isolato, tanto fumo e poca sostanza.


CAGLIARI

Scarpi 6,5 – Chiamato in causa tardi, risponde presente.
Diliso 6,5 – Difende e attacca con personalità.
Lopez 6,5 – Ruvido ed efficace.
Zebina 7 – Finché c’è lui, Bierhoff non segna.
Macellari 6,5 – Dominante nel primo tempo.
Oliveira 7 – Ovunque, instancabile.
Berretta 6,5 – Lotta e segna.
O’Neill 7,5 – Il migliore in campo: classe, ritmo, visione.
De Patre 6,5 – Fa impazzire la fascia destra del Milan.
Mboma 7 – Costante pericolo, palo compreso.
Morfeo 6,5 – Segna e si fa male, ma lascia il segno.
Ametrano 6,5 – Quantità e ordine.


Arbitro De Santis 5,5 – Giusto il rigore, ma perde qualche episodio importante.

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