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Cagliari-Juventus 1999-2000 (0-1)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
^2ª Giornata Domenica 12 Settembre 1999
ore 15:00 Stadio “Sant’Elia” Cagliari

Cagliari: 1 Scarpi Alessio, 6 Lopez Diego Luis, 13 Macellari Fabio, 3 Grassadonia Gianluca, 4 Villa Matteo, 8 De Patre Tiziano, 10 O’Neill Fabian Dominguez, 14 Berretta Daniele, 11 Conti II Daniele, 7 Mayelè Jason, 9 M’boma Patrick. Panchina: 12 Franzone Maurizio, 24 Modesto François, 2 Diliso Nicola, 5 Cavezzi Gianni, 19 Ametrano Raffaele, 21 Corradi Bernardo, 30 Oliveira Luis Airton. Allenatore: Tabarez Oscar. Età media titolari: 26,77.

Juventus: 1 Van der Sar Edwin, 2 Ferrara I Ciro, 7 Pessotto I Gianluca, 13 Iuliano Mark, 4 Montero Paolo, 21 Zidane Zinedine, 26 Davids Edgar, 8 Conte Antonio, 20 Tacchinardi II Alessio, 9 Inzaghi I Filippo, 10 Del Piero Alessandro. Panchina: 12 Rampulla Michelangelo, 5 Tudor Igor, 15 Birindelli Alessandro, 23 Zambrotta Gianluca, 5 Oliseh Sunday, 14 Bachini Jonathan, 18 Kovacevic Darko. Allenatore: Ancelotti Carlo. Età media titolari: 26,54.

Marcatori: 17’ st, azione, Conte (Juventus).

Sostituzioni: 1’ st Mayelè out / Oliveira in (Cagliari); 22’ st Conti II out / Cavezzi in (Cagliari); 24’ st Zidane out / Zambrotta in (Juventus); 31’ st Montero out / Tudor in (Juventus); 38’ st M’boma out / Corradi in (Cagliari); 43’ st Del Piero out / Oliseh in (Juventus).

La Juventus avvisa il campionato: a Cagliari è già voglia di scudetto

Conte decide la sfida, la Juve cresce mentre Del Piero e Zidane cercano ancora il ritmo

È ora di tornare a crederci. La Juventus c’è, eccome, e lo dimostra a Cagliari con una vittoria che va oltre l’1-0 finale. Un successo che profuma di tricolore, perché racconta di una squadra già consapevole della propria forza e determinata a imporla fin dalle prime giornate.

Del Piero e Zidane faticano ancora, ed è normale. Il francese è lontano dalla miglior condizione, Alex non è ancora quel leader tecnico e carismatico che diventerà di lì a poco. Ma intorno a loro la Juventus cresce, si compatta, si aiuta. E soprattutto corre.

Davids debutta, Inzaghi non si ferma mai

Il giorno tanto atteso è arrivato: Edgar Davids inforca finalmente gli occhialini e debutta in bianconero. La sua presenza è più simbolica che decisiva, ma il segnale è chiaro: questa Juve aggiunge muscoli, aggressività e mentalità vincente.

Poi c’è Filippo Inzaghi, che corre a perdifiato con la solita miscela di furbizia e lucidità. Non segna, ma manda in crisi la difesa del Cagliari con continui movimenti e tagli che aprono spazi e creano superiorità.

L’uomo partita è sempre lui: Antonio Conte

Alla fine, però, l’uomo copertina è Antonio Conte, capitano senza età, buono per tutte le stagioni e per tutti i ruoli. È lui a decidere la partita con un inserimento centrale da manuale, premiando una scelta tattica di Carlo Ancelotti, che lo accentra per sfruttarne tempi e letture.

Una giocata che sembra normale, quasi scontata, ma che fa tutta la differenza tra una squadra che prova a vincere e una che sa come si vince.

Il Cagliari di Tabárez: idee chiare e orgoglio

Dall’altra parte, il Cagliari mostra carattere e identità. Il ritorno di Óscar Tabárez in panchina porta ordine e pragmatismo, mentre Oliveira e O’Neill rappresentano qualità ed esperienza. Proprio O’Neill, guidatore a volte distratto ma sempre elegante, mette in campo classe e agonismo da vendere.

Il piano degli isolani è chiaro: recuperare palla rapidamente e ripartire verso la porta di Van der Sar, portiere imponente fisicamente ma sorprendentemente rapido anche nelle uscite basse.

Scarpi protagonista, ma la Juve prende campo

Un errore di M’Boma rischia di costare caro, mentre Scarpi vola e si distingue senza bisogno di cercare applausi. Per buona parte del primo tempo si viaggia su ritmi contenuti, con accelerazioni improvvise e conclusioni poco convinte.

Poi, però, la Juventus alza il baricentro. I tre difensori cagliaritani faticano a contenere l’impeto di Inzaghi e Del Piero, che vanno più volte vicini al vantaggio. Se il risultato resta in equilibrio è per la bravura di Scarpi e per un pizzico di sfortuna bianconera.

Episodi arbitrali e polemiche: Borriello nel mirino

Non mancano le polemiche. Il signor Borriello finisce sotto accusa per alcune decisioni discutibili, forse condizionate anche da segnalazioni imprecise del guardalinee Gili. Il gol di Oliveira appare regolare, ma viene annullato, scatenando proteste.

Tabárez non ci sta, ma invita alla calma. E la posizione è netta:

“Non si vince e non si perde una partita per un arbitro. Nessun direttore di gara decide un risultato.”

Una filosofia condivisibile, che restituisce dignità alla prestazione del Cagliari e valore al successo juventino.

Segnale forte al campionato

La Juventus esce da Cagliari con tre punti e molte certezze. Non è ancora brillante, non è ancora completa, ma ha fame, ha qualità e soprattutto ha una volontà feroce di vincere. Quando una squadra con questo talento si mette in testa un obiettivo, spesso finisce per raggiungerlo.

Il campionato è avvisato: la Juve è tornata, e questa volta fa sul serio.

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