Lazio-Cagliari 1999-2000 (2-1)
Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
^1ª Giornata Lunedì 30 Agosto 1999
ore 20:30 Stadio “Olimpico” Roma
Lazio: 1 Marchegiani Luca, 13 Nesta Alessandro, 15 Pancaro Giuseppe, 5 Favalli Giuseppe, 2 Negro Paolo, 7 Sergio Conceicao Paulo, 23 Veron Juan Sebastian, 25 Almeyda Matias, 18 Nedved Pavel, 9 Salas Jose Marcelo, 21 Inzaghi II Simone. Panchina: 110 Ballotta Marco, 24 Couto Fernando Manuel, 17 Gottardi Guerino, 16 Lombardo Attilio, 4 Marcolin Dario, 14 Simeone Diego Pablo, 19 Andersson Kennet. Allenatore: Eriksson Sven Goran. Età media titolari: 27,49.
Cagliari: 1 Scarpi Alessio, 6 Lopez Diego Luis, 24 Modesto François, 13 Macellari Fabio, 3 Grassadonia Gianluca, 8 De Patre Tiziano, 10 O’Neill Fabian Dominguez, 14 Berretta Daniele, 11 Conti II Daniele, 7 Mayelè Jason, 9 M’boma Patrick. Panchina: 12 Franzone Maurizio, 2 Diliso Nicola, 4 Villa Matteo, 5 Cavezzi Gianni, 26 Melis Emiliano, 20 Sulcis Giovanni, 21 Corradi Bernardo. Allenatore: Tabarez Oscar. Età media titolari: 25,79.
Marcatori: 4′ pt (azione) Veron (Lazio), 18′ st (rigore) Inzaghi II (Lazio), 32′ st (azione) O’Neill (Cagliari).
Sostituzioni: 8′ st De Patre out – Cavezzi in (Cagliari), 14′ st Sergio Conceicao out – Simeone in (Lazio), 17′ st Mayelè out – Corradi in (Cagliari), 25′ st Inzaghi II out – Andersson in (Lazio), 35′ st Nedved out – Lombardo in (Lazio).
Lazio-Cagliari 2-1: Verón e Inzaghi lanciano i biancocelesti, ma il Cagliari spaventa l’Olimpico
La Lazio parte forte nel campionato 1999/2000: tre punti sofferti ma pesantissimi
ROMA – La Lazio inaugura il campionato di Serie A 1999/2000 con una vittoria tanto preziosa quanto sofferta. All’Olimpico finisce 2-1 contro un Cagliari organizzato, coraggioso e mai domo, capace di mettere più volte in seria difficoltà una squadra reduce dal trionfo europeo in Supercoppa contro il Manchester United. Decidono una punizione di Juan Sebastián Verón e un rigore di Simone Inzaghi, ma la rete di O’Neill nel finale costringe i biancocelesti a stringere i denti fino all’ultimo secondo.
Avvio sprint Lazio: Verón colpisce subito su punizione
La partita si mette immediatamente sui binari giusti per la squadra di Sven-Göran Eriksson. Dopo appena cinque minuti, Simone Inzaghi viene atterrato al limite dell’area: sul pallone va Verón, chiamato a raccogliere l’eredità di Mihajlovic. Il sinistro dell’argentino è una rasoiata insidiosa che trova la deviazione decisiva di Diego López, quanto basta per mettere fuori causa Scarpi e far esplodere l’Olimpico.
Un gol che sembra poter spianare la strada alla Lazio, ma che invece accende la gara.
Il Cagliari non si arrende: occasioni clamorose e Lazio in affanno
L’immediato vantaggio, l’entusiasmo post-Supercoppa e un Olimpico comunque caloroso spingono la Lazio a strafare. La squadra si allunga, perde compattezza e concede campo a un Cagliari ben disposto da Óscar Tabárez, ordinato nel suo 3-5-2 e guidato con intelligenza da O’Neill tra le linee.
I sardi costruiscono almeno tre occasioni limpide: Mboma sfiora il palo, Berretta si fa ipnotizzare da Marchegiani in uscita, mentre su una punizione di O’Neill è Pancaro a salvare sulla linea dopo una respinta difettosa del portiere laziale. La Lazio soffre, Eriksson si sbraccia dalla panchina, ma la sensazione è che la squadra stia giocando più sull’onda emotiva che sulla razionalità.
Conceição in difficoltà, Cagliari padrone della fascia sinistra
Tra le note negative del primo tempo c’è senza dubbio la prestazione di Sérgio Conceição, spesso superato da Macellari e poco efficace in fase di ripiego. Il Cagliari spinge soprattutto sulla sinistra, sfruttando il lavoro di O’Neill che si allarga, la qualità di Conti e la potenza di Mboma. Grassadonia guida con autorità la difesa isolana, mentre Scarpi viene impegnato solo nel finale di tempo da Salas e Inzaghi.
Ripresa: Eriksson cambia, la Lazio cresce
A inizio secondo tempo Tabárez muove subito la panchina inserendo Cavezzi per De Patre, mentre Eriksson attende ancora prima di intervenire. Ma proprio nei primi minuti della ripresa arriva un’altra enorme chance per il Cagliari: Macellari, lasciato colpevolmente solo, scarica un sinistro potente che trova la risposta decisiva di Marchegiani.
È il campanello d’allarme definitivo. La Lazio si compatta, trova maggiore equilibrio e alza il ritmo con Nedved e Almeyda più presenti sul lato sinistro.
Il rigore di Inzaghi: 2-0 Lazio e partita che sembra chiusa
Al 63’ l’episodio che indirizza il match: Salas brucia Scarpi sullo scatto e viene travolto dal portiere. Farina non ha dubbi e indica il dischetto. Simone Inzaghi si presenta dagli undici metri e trasforma con freddezza, mentre in tribuna il fratello Filippo esulta da perfetto “tifoso aggiunto”.
Sembra il colpo del ko. La Lazio controlla, si concede qualche conclusione da fuori con Nedved e Verón, ma abbassa troppo la concentrazione.
O’Neill riapre la gara: finale col cuore in gola
Il Cagliari non molla. Dopo l’ingresso di Corradi al posto di Mayelè, i sardi trovano il gol al 77’: azione insistita, Marchegiani smanaccia, Mboma e O’Neill dialogano in area e l’uruguaiano insacca da pochi passi. È il meritato premio per il migliore in campo tra gli ospiti.
Gli ultimi minuti sono di sofferenza pura per la Lazio, che nel frattempo ha perso Inzaghi e Nedved, sostituiti da Andersson e Lombardo. Il Cagliari spinge, ma non trova più lo spazio per colpire.
Tre punti d’oro e primi segnali di allarme
La Lazio vince e si porta subito a 3 punti in testa alla classifica, ma il successo non cancella le ombre. L’effetto Supercoppa si fa sentire, più sotto forma di eccessivo entusiasmo che di presunzione. Eriksson sa che servirà maggiore equilibrio, soprattutto contro avversari organizzati come il Cagliari, apparso squadra capace di creare problemi a chiunque.
Assenti illustri come Mancini, Mihajlovic, Stankovic, Boksic e Sensini non possono essere un alibi, anche perché la panchina resta di altissimo livello. Tabárez, dal canto suo, esce dall’Olimpico a testa altissima: il suo Cagliari è armonico, corto e per lunghi tratti superiore sul piano del gioco.
Inizio promettente, ma la strada è lunga
“La Lazio parte con il fiatone”, scrive giustamente la Gazzetta. Ma parte anche con tre punti che valgono oro. Le vie dello scudetto non sono infinite e passano anche da serate come questa: vinte, sofferte, imperfette. Chi ben comincia non è detto che vinca, ma di certo crea.
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