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Lazio-Atalanta 1997-1998 (0-2)

Lega Nazionale Professionisti A
Campionato Serie A
^6ª Giornata Sabato 18 Ottobre 1997
ore 15:30 Stadio “Olimpico” Roma

Lazio (4-4-2): Marchegiani; Pancaro (24′ st Rambaudi), Favalli, G. Lopez, Nesta; Fuser, Jugovic, Almeyda (1′ st Casiraghi), Nedved; Signori, Mancini (14′ st Boksic). Allenatore: Sven Goran Eriksson.
Panchina non utilizzata: Ballotta, Negro, Marcolin, Venturin.
Età media titolari: 27,65.

Atalanta (4-4-2): Fontana; Mirkovic, Carrera, Sottil, Foglio; Rustico, Dundjerski, Sgrò (31′ st Mutarelli), Gallo (28′ st Englaro); Bonacina, Caccia (44′ st Carbone). Allenatore: Emiliano Mondonico.
Panchina non utilizzata: Pinato, Zenoni, Rossini, Colombo.
Età media titolari: 27,12.

Marcatori: 34′ pt Sottil (Atalanta), 50′ pt Dundjerski (Atalanta).
Espulso: 14′ st Foglio (Atalanta).
Risultato finale: Lazio 0 – 2 Atalanta.

Lazio, crollo all’Olimpico: l’Atalanta ringrazia Eriksson. Crisi aperta a pochi giorni dalla trasferta in Russia

ROMA – L’Olimpico illuminato dal sole racconta una storia che si tinge rapidamente di grigio per la Lazio di Sven Goran Eriksson. La sconfitta casalinga contro l’Atalanta (0-2), maturata interamente nel primo tempo, è un campanello d’allarme assordante per una squadra costruita con ambizioni da scudetto e precipitata invece in una crisi tecnica e mentale. I fischi della curva, l’amarezza del presidente Cragnotti e le dichiarazioni nervose del dopo gara delineano un quadro impietoso.

IL DISASTRO TATTICO

L’Atalanta si è presentata con un 3-6-1 compatto, efficace, quasi granitico, con Sgrò a centrocampo e Foglio e Mirkovic pronti a trasformarsi da mediani in terzini a seconda delle fasi. Eriksson ha risposto con una Lazio a trazione leggera: Signori e Mancini di punta, due “pesi piuma” a cozzare contro il muro rustico formato da Carrera, Sottil e Rustico. Casiraghi e Boksic sono rimasti inizialmente in panchina, un azzardo che si è trasformato in suicidio tecnico.

Gli errori si sono accumulati: la Lazio ha dominato i primi trenta minuti nel possesso palla, ma senza creare vere occasioni, fatta eccezione per un gol divorato da Mancini su invito perfetto di Jugovic. Poi l’Atalanta ha colpito: prima con Sottil, che ha sfruttato una torre di Dundjerski e una goffa uscita di Marchegiani su corner (34’ pt), poi nel recupero con lo stesso Dundjerski, su punizione e con la complicità ancora una volta del portiere biancoceleste (50’ pt).

IL POMERIGGIO NERO DI ERIKSSON

La gestione della partita da parte di Eriksson è stata disastrosa. Ha cambiato Almeyda, il centrocampista più dinamico, al 46’ per inserire Casiraghi. Una mossa che ha lasciato sbilanciata la squadra, già colpita nel cuore. Mancini, evanescente, è stato sostituito solo al 59’ da Boksic, mentre Rambaudi è entrato troppo tardi (69’) per incidere davvero.

Anche in superiorità numerica – l’Atalanta ha giocato dal 59’ in 10 per l’espulsione di Foglio – la Lazio non è riuscita a scardinare la difesa orobica. Fontana e Carrera hanno respinto gli ultimi, disordinati assalti biancocelesti.

IL POST-GARA: ACCUSE E RAMMARICO

Al termine della gara lo scenario è desolante. Cragnotti è furioso: «È sempre la solita storia, sono deluso e amareggiato». Seconda sconfitta in sei giornate, appena 8 punti in classifica, gli stessi dello scorso anno con Zeman, ma con 40 miliardi investiti in estate. E soprattutto, otto lunghezze di distanza dall’Inter di Ronaldo.

Zoff parla di «pomeriggio balordo», Rutelli scuote la testa, e i tifosi rumoreggiano. Dentro lo stadio e fuori. Nesta litiga con un sostenitore a fine partita. Il nervosismo è palpabile.

Marchegiani, colpevole su entrambi i gol: «Colpa mia, ho rimediato una figuraccia. Ho calcolato male la traiettoria della punizione e sbagliato l’impostazione della parata».

Eriksson prova a difendersi:
«Non mi aspettavo di trovarmi in queste condizioni. La sconfitta è pesante, ma i primi 30 minuti abbiamo giocato bene. Se fossimo passati in vantaggio, sarebbe stata un’altra partita. Casiraghi e Boksic in panchina? Ho scelto due attaccanti rapidi per scardinare la difesa, non volevo ingolfare l’area. Il 4-4-2 ci ha dato equilibrio. Forse dovevo osare di più, ma non esiste controprova».

La “rosea” non fa sconti:
“L’Atalanta ringrazia. Eriksson sbaglia tutto e la Lazio crolla. Sottil e Dundjerski firmano l’impresa. Nella ripresa altro errore: esce Almeyda, il migliore. Bravo Mondonico, impeccabile scacchista anche dalla tribuna”.

OMBRE SUL FUTURO

Martedì la Lazio affronterà il Rotor Volgograd in Coppa UEFA, in un clima già avvelenato dalla delusione di campionato. I russi sono primi in classifica a due giornate dalla fine, trascinati dal bomber Veretennikov (21 reti). Un nuovo passo falso sarebbe intollerabile per Cragnotti, che secondo indiscrezioni avrebbe persino ipotizzato – seppur per un attimo – l’idea di cedere la squadra, prima di farsi guidare dal sangue freddo dell’imprenditore.

Per ora, Eriksson resta al timone. Ma il margine d’errore è finito. Serve una scossa immediata, un’identità forte e un assetto finalmente stabile. Volgograd è già uno spartiacque.


“La palla non voleva entrare e nemmeno oltre 30 minuti di superiorità numerica sono bastati”, ha detto Eriksson. Ma ora, più che i rimpalli, servono scelte chiare e coraggiose. O la Lazio resterà solo una promessa non mantenuta.”

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